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a.
la pensione di vecchiaia, che si ottiene con almeno 5 anni
di partecipazione al fondo e al compimento dell’età
stabilita per la previdenza obbligatoria (attualmente 60 anni
per le donne e 65 per gli uomini). Nel caso dei liberi professionisti
65 anni indipendentemente dal sesso;
b. la pensione di anzianità, che si
ottiene con almeno 15 anni di partecipazione al fondo e non
prima di aver compiuto 55 anni per gli uomini e 50 per le
donne. E’ inoltre necessario aver cessato l’attività
lavorativa;
c. anticipazioni sulla posizione individuale
maturata a condizione che si possa far valere la partecipazione
nel fondo per almeno 8 anni. Le anticipazioni vengono concesse
per sostenere spese sanitarie (terapie e interventi straordinari
riconosciuti dalle strutture pubbliche), acquisto della prima
casa per sé o per i figli e ristrutturazioni, ecc..
Al
momento del pensionamento inoltre il lavoratore può
optare per la liquidazione in unica soluzione di una quota
del capitale maturato che non può superare il 50% della
posizione individuale maturata. L’altro 50% deve essere riscosso
in rate periodiche. Qualora però l’importo complessivo
della rendita maturata fosse inferiore all’assegno sociale
(per il 2004 pari a 367,97 euro mensili) è possibile
richiedere la liquidazione dell’intero importo in unica soluzione.
Trasferimento
o riscatto della posizione individuale
Dal
fondo pensione prescelto si può uscire, dopo un periodo
di permanenza minimo di tre o cinque anni, per trasferire
la propria posizione individuale ad altra forma pensionistica
complementare. E’ possibile inoltre riscattare la posizione
individuale nel caso in cui vengano a mancare i presupposti
di partecipazione al fondo (cambiamento dell’attività
lavorativa o cessazione del rapporto di lavoro).
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