Informazioni sulle prestazioni in favore degli aderenti alla previdenza complementare

Per i dipendenti pubblici iscritti ai fondi negoziali loro dedicati il regime delle prestazioni pensionistiche è di norma diverso da quello degli altri lavoratori.

Quali sono le prestazioni di un fondo pensione?

Durante la fase di accumulo, è possibile chiedere al fondo una somma a titolo di anticipazione o di riscatto sempreché sussistano i presupposti individuati dalla normativa e dal fondo pensione.
Raggiunti i requisiti per la pensione obbligatoria e potendo far valere almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, è possibile ottenere una rendita pensionistica, oppure optare per la liquidazione in forma di capitale fino a un massimo del 50% del montante accumulato ed il resto in rendita pensionistica.

E’ possibile, inoltre, ottenere la Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) che consiste nell’erogazione frazionata di tutto o parte del montante accumulato da un aderente a una forma pensionistica sotto forma di rendita, fino al conseguimento dell’età anagrafica per l’accesso alla pensione di vecchiaia, al verificarsi di determinate condizioni previste dalla legge.

E’ possibile chiedere la liquidazione della posizione individuale interamente in forma capitale?

L’intera liquidazione in forma di capitale della posizione individuale è possibile solo se l’importo della pensione complementare è esiguo (la conversione in rendita del 70% del montante accumulato risulta inferiore alla metà dell’importo annuo dell’assegno sociale) oppure se il richiedente ha aderito alla previdenza complementare prima del 29 aprile 1993 (cosiddetto “vecchio iscritto”) iscrivendosi a un fondo pensione preesistente (cioè un fondo già istituto alla data del 15 novembre 1992).

In quali casi è possibile chiedere anticipazioni al fondo pensione?

Per sostenere spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, che riguardano l’iscritto, il coniuge e i figli, si può ottenere fino al 75% della posizione individuale maturata. La richiesta può essere inoltrata in qualsiasi momento.
Per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé, per il coniuge o per i figli si può ottenere fino al 75% della posizione individuale maturata. La richiesta può essere inoltrata soltanto dopo otto anni di partecipazione alla previdenza complementare.
Per ulteriori esigenze non documentate è possibile ottenere una somma fino al 30% della posizione individuale maturata. La richiesta può essere inoltrata solo dopo otto anni di partecipazione alla previdenza complementare.

E’ possibile fare più richieste di anticipazione nel tempo?

L’anticipazione può essere richiesta più volte.

Le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75% della posizione individuale.

La somma prelevata a titolo di anticipazione riduce la posizione individuale e quindi la prestazione pensionistica. Le anticipazioni possono essere reintegrate, a scelta dell’aderente, in qualsiasi momento.

E’ possibile chiedere un’anticipazione al fondo pensione cui si è iscritti dopo aver chiesto il riscatto del 50% del montante maturato?

Si, anche dopo aver riscattato il 50% del montante maturato (in caso di inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria) è possibile richiedere un’anticipazione.

Quando è possibile riscattare la posizione individuale maturata?

È possibile riscattare la posizione individuale in forma parziale, nella misura del 50% della posizione individuale maturata nei casi di:

  • cessazione dell’attività lavorativa che comporti inoccupazione per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  • mobilità, licenziamento, cassa integrazione ordinaria o straordinaria

E’ consentito il riscatto totale nei casi di:

  • invalidità permanente, da cui deriva una riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo;
  • inoccupazione oltre i 48 mesi;
  • perdita dei requisiti di partecipazione al fondo (ad esempio per licenziamento).

Una volta maturati i requisiti di accesso alla pensione obbligatoria, non è possibile chiedere il riscatto totale della posizione.

Quando sussiste il diritto di accedere anticipatamente alla pensione complementare?

L’aderente può chiedere la Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) in presenza delle seguenti condizioni: cessazione dell’attività lavorativa; maturazione dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia nel regime di appartenenza entro i 5 anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa; requisito contributivo complessivo minimo di 20 anni nei regimi obbligatori di appartenenza; almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.

La RITA può inoltre essere richiesta dagli aderenti che sono inoccupati da più di 24 mesi, maturano i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia entro i 10 anni successivi e hanno almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Si può chiedere il riscatto della posizione individuale per inoccupazione se l’adesione alla previdenza complementare è intervenuta nel periodo di inoccupazione?

E’ possibile chiedere il riscatto per inoccupazione solo se tale condizione si è verificata successivamente all’adesione alla previdenza complementare.

In caso di Cassa Integrazione Guadagni, è consentito il riscatto?

In caso di CIG a zero ore per la durata di almeno 12 mesi è consentito il riscatto parziale.

In caso di morte dell’iscritto prima che abbia richiesto le prestazioni, cosa accade alla sua posizione individuale maturata?

In questo caso la posizione individuale può essere riscattata in primo luogo dai soggetti designati dall’iscritto; in assenza di designazione da parte dell’iscritto, la posizione viene liquidata agli eredi, legittimi o testamentari.

In caso di morte dell’iscritto successiva al pensionamento, cosa accade alla rendita che percepiva?

La destinazione della rendita dipende dalla scelta effettuata dall’iscritto al momento della richiesta della prestazione complementare. Solo nel caso in cui abbia optato per una rendita reversibile la rendita continuerà ad essere erogata, dopo la sua morte, ai soggetti dallo stesso indicati.

E’ possibile trasferire la propria posizione individuale presso un’altra forma pensionistica complementare iscritta all’Albo COVIP?

Il diritto al trasferimento è consentito a tutti gli iscritti trascorsi due anni di iscrizione alla forma pensionistica complementare. Tale diritto non può essere ostacolato né limitato nel suo esercizio.

In caso di trasferimento ad altra forma pensionistica complementare si perde il contributo del datore di lavoro?

Se la posizione viene trasferita a una forma pensionistica complementare ad adesione collettiva si continua a usufruire del contributo del datore di lavoro previsto dagli accordi collettivi. Se, invece, si passa da una forma pensionistica complementare ad adesione collettiva a una forma ad adesione individuale (fondo pensione aperto o PIP) si perde, di norma, il diritto al contributo datoriale.

Nel caso di trasferimento della posizione individuale da una forma di previdenza complementare ad un’altra cosa succede all’anzianità contributiva maturata presso il fondo di provenienza?

Il trasferimento non interrompe l’anzianità di adesione alla previdenza complementare; essa prosegue nella forma pensionistica presso la quale ci si trasferisce.

Quali sono i tempi per ottenere il trasferimento o il riscatto parziale o totale?

Le richieste di trasferimento o di riscatto parziale o totale devono essere soddisfatte dal fondo pensione entro un periodo massimo di sei mesi dalla richiesta dell’aderente.