Informazioni sulle prestazioni in favore degli aderenti alla previdenza complementare

Quali sono le prestazioni di un fondo pensione?
Durante la fase di accumulo, è possibile chiedere al fondo una somma a titolo di anticipazione o di riscatto sempreché sussistano i presupposti individuati dalla legge e dal fondo pensione.
Raggiunti i requisiti per la pensione obbligatoria e potendo far valere almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, è possibile ottenere una rendita pensionistica, oppure optare per la liquidazione in forma di capitale fino a un massimo del 50% del montante accumulato.

E’ possibile chiedere la liquidazione della posizione individuale interamente in forma capitale?
L’intera liquidazione in forma di capitale della posizione individuale è possibile solo se l’importo della pensione complementare (calcolata sul 70% del capitale accumulato) risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale.
Nel 2017 l’importo dell’assegno sociale è pari a 5.824,91 euro l’anno. Quindi, per lo stesso anno, l’ammontare della pensione complementare, determinata come sopra, non deve superare i 2.912 euro.

In quali casi è possibile chiedere anticipazioni al fondo pensione?
Per sostenere spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, che riguardano l’iscritto, il coniuge e i figli, si può ottenere fino al 75% della posizione individuale maturata. La richiesta può essere inoltrata in qualsiasi momento.
Per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé, per il coniuge o per i figli si può ottenere fino al 75% della posizione individuale maturata. La richiesta può essere inoltrata soltanto dopo otto anni di partecipazione alla previdenza complementare e documentando le spese sostenute.
Per ulteriori esigenze non documentate è possibile ottenere una somma fino al 30% della posizione individuale maturata. La richiesta può essere inoltrata solo dopo otto anni di partecipazione alla previdenza complementare.

E’ possibile fare più richieste di anticipazione nel tempo?
L’anticipazione può essere richiesta più volte.
Le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75% del totale dei versamenti.
La somma prelevata a titolo di anticipazione va ovviamente a ridurre la posizione individuale e quindi la prestazione pensionistica.
E’ possibile chiedere un’anticipazione al fondo pensione cui si è iscritti dopo aver chiesto il riscatto del 50% del montante maturato?
Si, anche dopo aver riscattato il 50% del montante maturato (in caso di inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria) è possibile richiedere un’anticipazione.

Quando è possibile riscattare la posizione individuale maturata?
È possibile riscattare la posizione individuale in forma parziale, nella misura del 50% della posizione individuale maturata nei casi di:

  • cessazione dell’attività lavorativa che comporti inoccupazione per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  • mobilità, licenziamento, cassa integrazione, invalidità permanente.

E’ consentito il riscatto totale nei casi di:

  • invalidità permanente, da cui deriva una riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo;
  • inoccupazione oltre i 48 mesi;
  • perdita dei requisiti di partecipazione al fondo, nei casi di adesione collettiva (ad esempio per licenziamento).

Non è possibile chiedere il riscatto totale nei 5 anni che precedono la data di maturazione dei requisiti per la pensione obbligatoria, poiché in questo caso sussiste il diritto per l’iscritto di accedere anticipatamente alla pensione complementare.

Quando sussiste il diritto di accedere anticipatamente alla pensione complementare?
Le prestazioni pensionistiche o parti di esse possono, su richiesta dell’aderente, essere anticipate con un anticipo massimo di 5 anni rispetto ai requisiti per l’accesso alla pensione obbligatoria in caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi.  In questi casi è anche possibile fruire della rendita temporanea fino al conseguimento dei requisiti di accesso alla pensione obbligatoria.
Gli statuti e i regolamenti dei fondi pensione possono innalzare l’anticipo fino a un massimo di 10 anni.

Si può chiedere il riscatto della posizione individuale per inoccupazione se l’adesione alla previdenza complementare è intervenuta nel periodo di inoccupazione?
E’ possibile chiedere il riscatto per inoccupazione solo se tale condizione non era già sussistente al momento dell’adesione alla previdenza complementare.

In caso di Cassa Integrazione Guadagni, è consentito il riscatto?
In caso di CIG il riscatto è consentito sia quando la CIG sia intervenuta prima della cessazione dell’attività lavorativa sia nel caso in cui l’iscritto resti in CIG a zero ore per la durata di almeno 12 mesi, pur mantenendo il rapporto di lavoro.

In caso di morte dell’iscritto prima che abbia maturato i requisiti per ottenere le prestazioni, cosa accade alla sua posizione individuale maturata?
In questo caso la posizione individuale può essere riscattata in primo luogo dai soggetti designati dall’iscritto; solo in assenza di una diversa indicazione di quest’ultimo la posizione viene liquidata agli eredi, legittimi o testamentari.

In caso di morte dell’iscritto successiva al pensionamento, cosa accade alla rendita che percepiva?
La destinazione della rendita dipende dalla scelta effettuata dall’iscritto al momento della richiesta della prestazione complementare. Solo nel caso in cui abbia optato per una rendita reversibile la rendita continuerà ad essere erogata, dopo la sua morte, ai soggetti dallo stesso indicati.

E’ possibile trasferire la propria posizione individuale presso un’altra forma pensionistica complementare iscritta all’Albo COVIP?
Il diritto al trasferimento è consentito a tutti gli iscritti trascorsi due anni di iscrizione alla forma pensionistica complementare. Tale diritto non può essere ostacolato né limitato nel suo esercizio.

In caso di trasferimento ad altra forma pensionistica complementare si perde il contributo del datore di lavoro?
Se il trasferimento avviene tra due forme pensionistiche complementari ad adesione collettiva si continua a usufruire del contributo del datore di lavoro previsto dagli accordi collettivi. Se, invece, si passa da una forma pensionistica complementare ad adesione collettiva a una ad adesione individuale (aperto o PIP) si perde, di norma, il diritto al contributo datoriale.

Nel caso di trasferimento della posizione individuale da una forma di previdenza complementare ad un’altra cosa succede all’anzianità contributiva maturata presso il fondo di provenienza?
Il trasferimento non interrompe l’anzianità di adesione/contributiva alla previdenza complementare; essa prosegue nella forma pensionistica presso la quale ci si trasferisce.

Quali sono i tempi per ottenere il trasferimento o il riscatto parziale o totale?
Le richieste di trasferimento o di riscatto parziale o totale devono essere soddisfatte dal fondo pensione entro un periodo massimo di sei mesi dalla richiesta dell’aderente.