Aprile 2017

Oggetto: Risposta a quesito in materia di riconoscimento della qualifica di “vecchio iscritto”.

(lettera inviata a un fondo pensione preesistente)

Con nota del … è stato posto un quesito in tema di riconoscimento della qualifica di “vecchio iscritto” ad alcuni aderenti già iscritti entro il 28 aprile 1993 ad altro fondo pensione preesistente che si trovano nelle seguenti condizioni:

  1. iscritto entro il 28 aprile 1993 presso un altro fondo preesistente che ha riscattato integralmente la posizione;
  2. iscritto alla data del 28 aprile 1993 presso un altro fondo preesistente che non ha riscattato né trasferito la posizione (e che, in alcuni casi, ha già espresso l’opzione per la rendita differita);
  3. iscritto entro il 28 aprile 1993 presso un altro fondo preesistente che non ha riscattato né trasferito la posizione, in quanto la normativa interna del fondo preesistente prevedeva lo spossessamento della posizione in caso di cessazione del rapporto di lavoro prima di determinate condizioni.

Nella richiesta di parere viene segnalato che in tutte le fattispecie sopra riportate gli aderenti sono stati registrati come “vecchi iscritti”, in base alla presentazione della certificazione del fondo preesistente di contemporanea appartenenza, attestante l’avvenuta iscrizione entro il 28 aprile 1993.

E’ inoltre rappresentato che gli organi direttivi del Fondo hanno ora prospettato dubbi circa la legittimità della prassi seguita, sulla base della quale la qualifica di “vecchio iscritto” è stata riconosciuta a prescindere dal trasferimento a … della posizione aperta entro il 28 aprile 1993 presso altri fondi pensione preesistenti.

Tale prassi, come riferito, sarebbe stata adottata applicando anche a tale fattispecie il principio, sancito nell’art. 11, comma 9, del Decreto lgs. 252/2005, relativo al riconoscimento del diritto alle anticipazioni e alle prestazioni, che, com’è noto, considera utili ai fini della determinazione dell’anzianità necessaria tutti i periodi di partecipazione alle forme pensionistiche complementari maturati dall’aderente per i quali lo stesso non abbia esercitato il riscatto totale della posizione individuale.

Nella richiesta di parere, è richiamata, tra l’altro, una risposta a quesito della COVIP del febbraio 2012. Al riguardo si fa presente che la Commissione aveva in tale occasione precisato che il riscatto comporta l’uscita dal sistema di previdenza complementare sicché, in caso di successiva adesione, anche allo stesso fondo pensione da cui si è riscattata una precedente posizione, il rapporto partecipativo comincia nuovamente a decorrere dalla data di nuova iscrizione e l’aderente deve essere trattato come “nuovo iscritto”.

L’interpretazione fornita dalla COVIP nel parere del febbraio 2012 si pone in linea di continuità con i chiarimenti dalla stessa forniti nella vigenza della precedente normativa di cui al Decreto lgs. 124/1993. Nel 2001, infatti, la Commissione, con riferimento al caso di un “vecchio iscritto” ad un fondo pensione preesistente che aveva acceduto ad un altro fondo per effetto del trasferimento della posizione individuale, aveva infatti rilevato che “l’aderente, non avendo interrotto la partecipazione al sistema di previdenza complementare, mantiene, pur accedendo al nuovo fondo dopo il 28 aprile 1993, lo status di “vecchio iscritto” per gli aspetti eventualmente previsti nell’assetto ordinamentale del fondo di destinazione e, in ogni caso, sotto il profilo fiscale”.

Sulla base dei riportati pareri, può quindi affermarsi che: i) la qualifica di “vecchio iscritto” si perde a seguito dell’esercizio della facoltà di riscatto della posizione, sicché se il soggetto si iscrive nuovamente sarà considerato come “nuovo iscritto”; ii) il “vecchio iscritto” che trasferisce la posizione individuale ad altro fondo conserva tale qualifica.

Detta ultima interpretazione è stata peraltro anche sostenuta, per le implicazioni fiscali connesse alla qualifica di “vecchio iscritto”, dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 29/E/2001, nella quale è stato precisato che: “Al riguardo, si ricorda che la qualifica di “vecchio iscritto” viene conservata anche dal soggetto iscritto alla data del 28 aprile 1993 a fondi istituiti alla data del 15 novembre 1992 e che abbia successivamente trasferito la propria posizione previdenziale ad altri fondi, a condizione che non abbia riscattato la sua posizione previdenziale”.

In base a quanto rappresentato si può quindi ritenere che nella prima delle fattispecie prospettate, relativa cioè all’aderente iscrittosi dopo avere riscattato la posizione dal fondo preesistente di precedente appartenenza, lo stesso deve essere inquadrato come “nuovo iscritto”.

Con riferimento invece alle altre situazioni prospettate (“vecchi iscritti” ad altri fondi che hanno aderito a … dopo il 28 aprile 1993 senza trasferire la posizione), si rileva che la questione è stata oggetto di uno specifico parere reso dall’Agenzia delle Entrate il 3 agosto 2005 alla Commissione (pubblicato nel sito web della COVIP, nella Sezione Regolamentazione/Disciplina fiscale).

Nel citato parere è stato precisato che: “si deve ritenere che il soggetto che si iscrive ad un nuovo fondo senza esercitare il riscatto della sua posizione individuale ma senza neppure operare un effettivo trasferimento della medesima posizione presso la forma pensionistica complementare di nuova adesione non possa mantenere la qualifica di “vecchio iscritto”.

L’Agenzia delle Entrate ha quindi espresso l’avviso che, ai fini fiscali, la qualifica di “vecchio iscritto” si perda anche nel caso di nuova iscrizione ad altro fondo senza trasferimento della posizione al fondo di nuova adesione, precisando anche che: “ ciò a prescindere dalla circostanza che il mancato trasferimento sia frutto di una valutazione economica di convenienza, oppure sia determinato dalla presenza di clausole regolamentari che penalizzano o negano del tutto l’esercizio di tale diritto”.

Tale parere è da ritenersi valido anche con riferimento al Decreto lgs. 252/2005, posto che la nuova disciplina, come la previgente, prevede per i “vecchi iscritti” una posizione differenziata e di favore, sia sotto il profilo fiscale sia sotto quello civilistico, rispetto ai “nuovi iscritti”.

Il trasferimento della posizione individuale maturata nel fondo di precedente iscrizione è quindi condizione essenziale per il riconoscimento dei benefici previsti dal Decreto lgs. 252/2005 per i “vecchi iscritti”.

Resta pertanto inteso che gli aderenti non potranno usufruire dello speciale regime riservato ai “vecchi iscritti” qualora, al momento della richiesta della prestazione, non risulti effettuato il trasferimento della posizione.

Il Presidente

Dicembre 2012

Oggetto: Quesito in materia di erogazione delle prestazioni pensionistiche.

(lettera inviata a un fondo pensione preesistente)

Si fa riferimento alla nota del …, con la quale codesto Fondo ha chiesto alla Commissione un parere in merito alla possibilità, per un associato “vecchio iscritto”, di chiedere la prestazione pensionistica in forma di rendita per una quota soltanto della propria posizione individuale, mantenendo la restante quota presso il Fondo e riservandosi la possibilità di chiedere successivamente, qualora la rendita predetta o la pensione obbligatoria non dovessero risultare più sufficienti, una nuova rendita con il patrimonio residuo ovvero la liquidazione totale della posizione sotto forma di capitale.

Al riguardo, si ha presente che, in base al disposto dell’art. 11, comma 3, del d.lgs. n. 252 del 2005, le prestazioni pensionistiche possono essere erogate in capitale fino a un massimo del 50 per cento del montante finale accumulato e, per la medesima percentuale, in rendita. Si ha altresì presente che i soggetti che, alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 124 del 1993, risultassero iscritti a forme pensionistiche complementari già istituite al 15 novembre 1992 (cosiddetti “vecchi iscritti”), sono titolari di una serie di prerogative tra cui, in particolare, quella di  optare per la liquidazione dell’intera prestazione pensionistica in capitale.

Nel merito, considerata anche l’assenza di esplicite indicazioni normative sul punto, si ritiene in via generale ammissibile che, a seguito dell’esercizio dell’opzione in ordine alle modalità di erogazione della prestazione pensionistica, in rendita e/o in capitale, solo una parte della stessa (o quella in rendita o quella in capitale) venga immediatamente percepita. La restante parte della posizione potrà essere mantenuta presso il Fondo dando luogo alla relativa quota di prestazione in un momento successivo su richiesta dell’iscritto.

Occorre peraltro evitare un eccessivo frazionamento della prestazione. Si ritiene quindi che la rimanente parte di posizione non possa formare a sua volta oggetto di una pluralità di richieste di prestazioni successive.

La scelta tra la rendita e il capitale deve pertanto essere effettuata in sede di accesso al pensionamento presso il Fondo, restando nella facoltà dell’iscritto unicamente la decisione in ordine al momento in cui chiedere l’erogazione della parte di prestazione non immediatamente fruita.

Il Presidente

Settembre 2003

Oggetto: Riconoscimento dello status di “vecchio iscritto” a soggetto precedentemente iscritto a fondo operativo in altro ordinamento giuridico (USA)

(lettera inviata ad un fondo pensione preesistente)

Si fa riferimento alla nota del …., con la quale è stato sottoposto alla Commissione un quesito in ordine all’interpretazione dei principi normativi definitori della qualità di “vecchio iscritto” ad un fondo pensione.

In particolare, codesto Fondo ha chiesto un parere in ordine alla possibilità di riconoscere lo status di “vecchio iscritto” in capo ad un associato il quale, precedentemente all’entrata in vigore del d.lgs.124/93, risultava iscritto ad un fondo pensione integrativo statunitense.

Al riguardo, si ha presente che l’art. 18 del d.lgs.124/93 nel delineare il regime applicabile alle forme pensionistiche complementari “preesistenti” all’entrata in vigore della l. 421/92, ha anche riconosciuto alcune prerogative ai lavoratori già iscritti alle stesse alla data del 28 aprile 1993 (”vecchi iscritti”).

Stante l’esplicita dizione legislativa, ed in linea con quanto al riguardo indicato dall’Agenzia delle Entrate, si rappresenta che il regime prefigurato dal predetto art. 18 può ritenersi applicabile soltanto agli enti istituiti in Italia, pertanto, non si ritiene che la qualifica di “vecchio iscritto” possa essere estesa anche ad un soggetto iscritto ad un fondo operante in un sistema giuridico diverso da quello italiano.

Il Presidente

Marzo 1999

Oggetto: Cittadino straniero iscritto ad un fondo preesistente – esclusione del riconoscimento della qualifica di “vecchio iscritto”

(lettera inviata ad un fondo pensione preesistente)

Con riferimento alla lettera del …, con la quale si è chiesto di verificare la possibilità di attribuire la qualifica di “vecchio iscritto” ad un cittadino tedesco, che ha diritto ad essere iscritto presso codesto Fondo e che in precedenza era stato iscritto a due Casse di previdenza operanti in Germania, si espone quanto segue.

Come è noto, il d.lgs.124/1993, intervenendo a disciplinare il settore della previdenza complementare in Italia, ha inteso, con la disposizione di cui all’art.18, individuare un regime transitorio per le forme pensionistiche complementari “preesistenti” e, in tale ambito, riconoscere alcune prerogative ai lavoratori già iscritti a tali forme.

Il regime dell’art.18, tuttavia, può ritenersi applicabile soltanto agli enti istituiti in Italia, in quanto solo questi possono considerarsi sottoposti al regime transitorio che condurrà gli stessi enti, secondo tempi e modi stabiliti dalla legge e dalla disciplina secondaria, all’applicazione delle disposizioni del decreto 124/1993.

Conseguentemente, non si ritiene che la qualifica di “vecchio iscritto”, di cui all’art. 18 del d.lgs. 124/1993, possa essere estesa anche all’iscritto ad una Cassa operante sotto un diverso ordinamento giuridico e non riconducibile alle forme pensionistiche complementari cui siano dirette le norme del citato art. 18.

Il Direttore Generale